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martedì, 17 giugno 2008
Arrestate otto persone tra cui imprenditori, professioni, un impiegato nella cancelleria della Cassazione e un'agente di polizia. Secondo l'accusa si mettevano d'accordo, dietro il pagamento di tangenti, per ritardare i procedimenti penali degli affiliati a Cosa Nostra in modo da fare cadere il reato in prescrizione.
Patto mafia-massoneria Mafia e massoneria unite per ritardare i processi in Cassazione. Con una vasta operazione,e dopo due anni di indagine, i carabinieri hanno arrestato questa mattina otto persone con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio.
Nell’operazione chiamata “Hiram” sono stati coinvolti professionisti, boss e alcuni iscritti a logge massoniche. In particolare, le indagini, coordinata dalla procura di Palermo e iniziate nel 2006, hanno portato all’arresto di un'agente della polizia di Stato, un ginecologo di Palermo, imprenditori di Agrigento e Trapani, un impiegato del ministero della Giustizia in servizio ad una cancelleria della Cassazione e un faccendiere originario di Orvieto. Indagati anche il gran maestro Stefano De Carolis, esponente di spicco della Serenissima Gran Loggia Unita d'Italia, e un sacerdote.
I pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, guidati dal procuratore Francesco Messineo, insieme ai carabinieri di Agrigento e Trapani, hanno effettuato perquisizioni in alcuni uffici della Cassazione. Tra gli arrestati sembra infatti ci sia anche un impiegato del ministero della Giustizia in servizio in una cancelleria della Cassazione.
Dall'inchiesta emerge che boss mafiosi, grazie all'aiuto di persone appartenenti a logge massoniche, avrebbero ottenuto di ritardare l'iter giudiziario di alcuni processi in cui erano imputati affiliati a cosche di Trapani e Agrigento, intrecci garantiti dal pagamento di tangenti. In questo modo si arrivava alla prescrizione dei reati.  L’indagine aveva preso il via da alcuni accertamenti che erano stati fatti sulle famiglie mafiose di Mazara del Vallo e Castelvetrano, in provincia di Trapani.
I militari di Agrigento e Trapani, ma anche quelli di Palermo, Roma e Terni hanno anche svolto decine di perquisizioni domiciliari.
sussurrato da: armentos alle ore 17:23 | Permalink | commenti
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