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sabato, 17 maggio 2008

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Un mondo a parte. I nostri dipendenti si stanno isolando dal Paese. Il loro alibi è la governabilità. Non ne hanno mai abbastanza di governabilità. E’ come una droga. Il massimo della governabilità coincide con il minimo della democrazia. Il controllo dell’informazione corrisponde al regime.
Stanno spogliando la democrazia come un carciofo. Una foglia alla volta. Hanno eliminato la preferenza diretta. Hanno eliminato le differenze di programma: tra PD e PDL la differenza è la lettera elle. Hanno eliminato i piccoli partiti. Hanno eliminato l’opposizione. E stanno per eliminare il Parlamento.
Fini, neo presidente della Camera, ha richiamato all’ordine Kriptonite Di Pietro che ricordava i trascorsi giudiziari e il conflitto di interessi di Testa d’Asfalto. “Onorevole Di Pietro, lei sa bene che è abbastanza naturale che ci siano delle interruzioni, poi dipende anche da ciò che si dice”. Voce dal fascio fuggita.
Topo Gigio e Testa d’Asfalto si sono annusati. Si sono piaciuti. Si sono sposati. Le nozze sono state consumate ieri su un divano, in un amplesso politico lontano dagli occhi indiscreti del Paese. Dagli italiani che hanno votato il PD perché facesse opposizione in Parlamento e non inciuci.
Le decisioni sul nostro futuro si prendono a porte chiuse. In Parlamento non si discuterà più, si ratificherà la volontà di due persone in un salotto a prendere il tè. I deputati e i senatori non si opporranno. Sono stati eletti dalle segreterie di partito, non dai cittadini. Sono solo impiegati ben pagati legati ai padroni.
E’ la realizzazione della democrazia a porte chiuse. La nuova creazione politica del genio italico. Le emergenze per governare il Paese. I nomadi, i rifiuti, la sicurezza. Prima le creano e poi le usano per giustificare la loro presenza. Ma l’emergenza sono loro. Una emergenza democratica. Il cittadino non deve sapere, il Parlamento non deve parlare, le televisioni e giornali non devono informare. Aspettiamoci decisioni gravi per il bene, sempre per il bene, del Paese. Stanno preparando il terreno.
sabato, 17 maggio 2008
Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Padania ladrona'"
"I seguaci di Bossi hanno un problema: , una piccola banca la Popolare Credieuronord creata nel dicembre 2000 per "ritrovare i valori tipici della credibilità e della collaborazione del Nord".
A finanziarla, dopo una campagna a tappeto nelle sezioni del partito, è stato il popolo leghista.
Ma già nel 2003 la banca del Carroccio è a un passo dal fallimento. Il bilancio si chiude con 8 milioni di euro di perdite e 12 di sofferenze su 47 impieghi.
Un brutto guaio, soprattutto perchè l'azienda è nata e cresciuta come una tasca della politica.
Nel consiglio di amministrazione siedono i sottosegretari leghisti Maurizio Balocchi (Interno), Alberto Brambilla (Welfare), Stefano Stefani (Attività produttive), ma anche il deputato varesino Giancarlo Giorgietti, pupillo di Bossi e presidente della commissione Bilancio alla Camera.
Insomma, se scattasse la bancarotta, sarebbe un duro colpo per il Carroccio. E se poi partono le inchieste giudiziarie, la situazione potrebbe ancor più aggravarsi.
Attraverso la Credieuronord sono stati infatti riciclati 13 milioni di euro provenienti da una gigantesca truffa organizzata dai proprietari della - un tempo mitica - Radio 101 e da una commercialista, Carmen Gocini, ai danni di alcune procedure fallimentari del Tribunale milanese.
Miliardi rubati e poi, come sosterrà la Procura di Milano, ripuliti grazie alla complicità dei vertici operativi della banca.
Operazioni analoghe sono state condotte da vari personaggi legati ai "Cobas del latte", gli allevatori vicinissimi alla Lega che non volevano pagare le multe dell'Unione Europea per aver prodotto latte in eccedenza. Se esplode il bubbone Credieuronord, si fanno male in tanti. Meglio coprire tutto e tentare di metterci una pezza.
Il salvatore, per i leghisti, si chiama Fiorani.
Con lui il Carroccio ha legami antichi: la scuola leghista di Varese e il prato di Pontida, quello che ogni anno si riempie di bandiere verdi per i comizi del Senatùr, sono stati acquistati con soldi della Popolare di Lodi: per un totale, tra i fidi e finanziamenti, di 10 milioni di euro, più un altro milione proveniente dalla Popolare di Crema (controllata dalla Lodi).
Tutti soldi ottenuti offrendo in pegno la storica sede milanese del partito di via Bellerio. Operazioni regolari, ma sintomatiche di un rapporto preferenziale, che ora viene sfruttato a fondo per evitare il crac di Credieuronord.
Fiorani riesce a tenere in piedi la banchetta con una complicata operazione finanziaria. In cambio, ottiene la retromarcia della Lega sul governatore.
Il 3 febbraio 2005 Maroni comunica ufficialmente che la Lega non mette più in discussione il mandato a vita di Fazio. E' la tomba della legge sul risparmio.Sarà Fiorani, davanti ai pm milanesi, a raccontare anche questo patto con la Lega: salvataggio della banca in cambio del salvataggio del governatore."
venerdì, 16 maggio 2008
A pochi mesi dalla pubblicazione di uno studio del Censis che dichiara che la popolazione Sarda ha i parametri peggiori sulla salute in Italia e tra i peggiori in Europa, i nostri politicanti autonomisti hanno la brillante idea di regalarci un altro bellissimo inceneritore.
Sarà costruito nella zona di Fiume Santo in sostituzione di quello precedentemente previsto ad Ottana, ma respinto dalla popolazione.
Alcuni lo chiamano impropriamente termovalorizzatore, visto che gli unici modi per "valorizzare" un rifiuto (secondo le direttive UE) dovrebbero essere prima di tutto il riuso e poi il riciclo, mentre l'incenerimento (anche se con recupero energetico) costituirebbe semplice smaltimento e sarebbe dunque da preferirsi alla sola discarica controllata.
In Sardegna vengono inceneriti già il 25% dei rifiuti. Sembrerebbe una percentuale irrisoria, ma confrontiamola con le percentuali di altri Paesi.
USA 10%, Germania 20%, Austria 10%, Spagna 4%, Inghilterra 7%, Finlandia, Irlanda e Grecia 0%. Abbiamo anche paesi come l’Olanda dove la percentuale è più alta (33%), ma che comunque sta attuando una serie di provvedimenti che puntano a ridurre il conferimento in discarica di rifiuti recuperabili, con l’inserimento di cauzioni o riconsegna di bottiglie di vetro e di plastica presso i punti vendita.
Questo dimostra che l’inquinamento non è l’unico dato legato all’incenerimento, ma la percentuale della sua utilizzazione da un indice inequivocabile di civiltà e sviluppo di una nazione moderna.
Ovvero, il cittadino dovrebbe essere il primo a cambiare le proprie abitudini, dando un contributo attivo nell’utilizzare al meglio lo strumento "raccolta differenziata", ma è lo Stato che deve incentivare e creare i giusti presupposti.
Ma torniamo a casa nostra e poniamoci la domanda: perché se in tutto il mondo si cercano alternative e si dismettono gli inceneritori qui si vogliono costruire?
La risposta come sempre è semplice e scontata. Per denaro.
E’ noto a tutti lo scandalo dei CIP 6. Sono incentivi che permettono, per otto anni dalla costruzione dell’inceneritore, di vendere l’energia elettrica prodotta al GSE (Gestore Servizi Elettrici) ad un costo triplo rispetto a quella prodotta da metano, petrolio o carbone, che poi ci ritroviamo in bolletta nella misura del 6-7%.
Questo perché l’energia prodotta da tali impianti, per il D.Lgl n.387 del 2003, viene riconosciuta come rinnovabile.
Cosa assolutamente contraria alla direttiva europea 2001/77/CE, che considera rinnovabile solo la parte organica di rifiuti, classificando la restante come semplice forma di smaltimento.
Ciò ha portato la Commissione Europea ad avviare una procedura di infrazione contro l’Italia per gli incentivi dati dal governo italiano per produrre energia bruciando rifiuti inorganici considerandoli "fonte rinnovabile".
Nella finanziaria del 2007 sono stati cancellati tali incentivi lasciando validi solo quelli agli impianti già in funzione o autorizzati.
Quindi verranno ridotti fino ad esaurirsi nel 2015, o al più tardi nel 2021. A seguito di ciò il costo dell’incenerimento non sarà più conveniente, diventandolo però il riciclaggio o anche la semplice discarica.
La domanda quindi è: che senso ha costruirli ora quando sappiamo che tra pochi anni non avrà più senso farlo neppure dal punto di vista strettamente economico?
L’altro incentivo a queste industrie sono i così detti "certificati verdi".
In poche parole si tratta di certificati che corrispondono ad una certa quantità di emissioni di CO2. Questi vengono dati alle industrie che producono energia da "fonti rinnovabili" e che immettono una minor quantità di CO2 rispetto ad un’industria che lo avrebbe fatto producendo energia tramite fonti fossili.
Gli inceneritori rientrando, secondo la legge italiana, tra i produttori di energie rinnovabili posseggono tali certificati e ne traggono ulteriore profitto rivendendoli. Si tenga in considerazione che tali profitti possono raggiungere anche più del 40% sul guadagno totale.
Tutto ciò si è cercato di mascherarlo lanciando false emergenze rifiuti, che agli occhi del cittadino giustificano la costruzione di tali impianti.
Impianti che tra l’altro producono uno scarto di circa il 30%. Uno scarto composto da ceneri tossiche e fortemente inquinanti, per cui bisogna comunque trovare o costruire discariche sicure e di volumi sempre maggiori.
E’ difatti noto il problema delle discariche sarde, ormai piene, dove vengono stoccate le ceneri di Tossilo e del Casic.
Alcune società del nord Italia che producono prefabbricati hanno cercato di riutilizzare le ceneri per la produzione di calcestruzzo, ma degli studi hanno dimostrato la tossicità di alcuni di essi contenenti scorie.
Mentre invece, adottando una seria raccolta differenziata, dopo il processo di selezione del rifiuto si ha una percentuale di indifferenziabile del 15% max.
Che comunque non è ne tossica ne inquinante. E’ semplicemente inerte.
Quel 15% alcune imprese lo cercano disperatamente, perché da esso ne producono sabbie sintetiche che vengono ampiamente utilizzate in edilizia.
Un esempio è il piccolo Centro di Riciclo Vedelago che impiega al suo interno ben 64 dipendenti con uno stipendio di 1500 euro al mese e tutto questo senza veleni, filtri o camini, dando impiego alla popolazione locale e serenità alle famiglie.
La stessa imprenditrice dichiara di non riuscire a produrre buoni quantitativi, rispetto alla richiesta del mercato, per mancanza di materia prima.
Pensate quanti potenziali posti di lavoro nella nostra isola.
Per non parlare dei posti di lavoro che darebbero le industrie di produzione di compost, di riciclaggio della carta, della plastica, dell’alluminio. Già dell’alluminio, l’unica materia completamente riciclabile per un numero infinito di volte.
Finalmente potremo finirla di estrarlo dalla bauxite, che oltre a produrre milioni di tonnellate di fanghi rossi all’anno, ha un altissimo dispendio di energia.
Il rifiuto diventa una risorsa.
Diffidate di gente come il prof. Veronesi, che sfrutta la sua notorietà, che non è sinonimo di autorevolezza, per andare in tv a dire che l’impatto dei termovalorizzatori sulla salute è "assolutamente zero". Spero sia stata una dichiarazione in buona fede, visto che il suo primo lavoro è quello di politico e di uomo d’affari.
Esistono centinaia di studi che dichiarano una stretta correlazione tra la distanza dagli inceneritori e l’aumento di malattie polmonari e tumorali. L’ultimo è stato dell’Ordine dei Medici della Francia, ma ci sono studi del CNR, dell’Istituto Superiore di Sanità, etc. Ma in fondo non ci vuole un medico per capirlo.
Prendiamo Cagliari. L’Apat (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici) nel 2004 dichiara che la struttura di Macchiareddu emette 1,2 microgrammi di diossina all’anno, che tradotto in picogrammi al giorno diventa 3.287.671.200.
La quantità tollerabile da un uomo di media corporatura è di 140 picogrammi al giorno. Cioè vuol dire che solo il Casic produce una quantità di diossina tollerabile da più di 23milioni di persone. Per la cronaca in Sardegna ne vivono circa 1milione e 600mila.
Questo è dovuto al fatto che l’80% del particolato è composto da nanoparticelle al di sotto di 0,1 micron, che neppure le tecniche più avanzate di filtraggio riescono a trattenere, senza contare che non possono neppure essere monitorate dalle apposite centraline di rilevamento.
Quindi diffidate da chi vi dice di non aver paura. Ultimamente tutti si riempiono la bocca prendendo come modello il termovalorizzatore di Brescia. Dicono sia il più moderno al mondo.
Oltre ad essere stato coinvolto già in due violazioni di direttive europee, è noto che le campagne circostanti sono fortemente inquinate da diossina e metalli pesanti.
Un altro esempio è quello di Terni (ristrutturato nel 1998) che nel 2008, per aver nascosto emissioni gassose pesantemente fuori norma e scarico di acque con concentrazioni altissime di metalli pesanti e diossine, è stato posto sotto sequestro. Sarebbero inoltre stati bruciati persino rifiuti radioattivi di origine ospedaliera e non.
Questo è un altro problema. Chi ci garantisce l’origine dei rifiuti bruciati?
Secondo dati del Sisde e del Noe parte dei rottami ferrosi che arrivano in Sardegna provengono da centrali nucleari dimesse dall’est europeo. Senza contare i casi di abbandono di rifiuti contaminati che non sono di sicuro una rarità da queste parti.
Mi chiedo, è il caso di fidarsi?
Concludendo, Fiume Santo è stata riconosciuta già nel 1997 come zona fortemente inquinata in un Interrogazione alla Camera. In quella zona, secondo uno studio condotto dall'Università di Sassari, l'incidenza di malattie polmonari e di tumori risulta assai più elevata che nelle restanti parti della Sardegna.
Ora mi rivolgo ai sardi. Vi chiedo di aprire il vostro dizionario di lingua italiana e di cercare la parola "sardigna": troverete che in antichità era il nome italiano della Sardegna e il luogo deputato ad accogliere i rifiuti e gli scarti infetti.
Vogliamo che tutto ciò accada di nuovo e continui?
Abbiamo veramente bisogno di tutto ciò a due passi da paradisi naturali come il Parco dell’Asinara?
E’ questa la Sardegna che un domani vogliamo vivere o lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti?
Voi pensateci, nel mentre io nel 2009 voto iRS, per dare una Repubblica indipendente e un futuro migliore alla mia Terra.
venerdì, 16 maggio 2008
«Sono un liberale-conservatore». E sulla polemica con D'Avanzo: «Non mi conosce ma mi detesta»
venerdì, 16 maggio 2008
Un’importante stazione televisiva (KSLA – Shreveport, Los Angeles) ha avuto il coraggio di affrontare il problema delle scie chimiche. Leggi l’articolo originale qui. Questo attirò l’attenzione della rete affiliata “KNBC” di Los Angeles, che mise in onda un reportage dal titolo “Toxic Sky?” [“Cielo tossico?”] che si può guardare in lingua originale qui.
Qualcuno una volta (con ragione) disse, “puoi trovare più o meno tutto ciò che vuoi su Internet”. Naturalmente lì si trovano un’infinità di siti che parlano di scie chimiche. Ritengo che per la maggior parte siano veritieri. Ad ogni modo non si può evitare che una punta di speculazione non filtri attraverso un tema così difficile da credersi, tenuto così segreto, eppure così evidente e innegabile.
Nel 1993 il dottor Shyh-Ching Lo, ricercatore per le Forze Armate all’Istituto di Patologia, brevettò diversi ceppi virulenti di micoplasma, che descrisse come portatori della sindrome da affaticamento cronico. Al momento l’Istituto sta “rifabbricando” il morbo dell’infuenza Spagnola, inserendolo nei ceppi conosciuti dell’influenza e potenziandone la letalità. La Spagnola uccise 675.000 americani tra il 1918 e il 1919. Molti di loro erano soldati già vaccinati. Chiunque sia nato dopo il 1918 non ha alcuna immunità alla Spagnola.
Secondo una fonte attendibile, c’è un progetto “sub rosa” dal nome “Cloverleaf” che usa aerei nazionali di linea “retro-attrezzati” con speciali bombole contenenti una varietà di agenti chimici da spruzzare sulla popolazione civile. La nostra fonte, scienziato governativo in pensione, continua dicendo che il ceppo “riesumato” della Spagnola può essere inserito in vaccini assieme ad un ceppo più “benigno” per ritardarne l’effetto letale.
I composti chimici delle scie che da più di un decennio appaiono nei nostri cieli potrebbero poi coadiuvare l’involucro virale nel fondersi con le cellule polmonari, garantendo una facilità di penetrazione e di infezione. La gente comincerà a passarsi l’infuenza e poco alla volta morirebbe come mosche. Ciò causerebbe uno spavento tale da generare un’enorme richiesta di vaccini, il che non farebbe che accelerare il ciclo. I non vaccinati saranno indicati quali colpevoli della propagazione del virus.
Questa foto, ottenuta in qualche modo da Tim White, è dell’interno di uno degli aerei di linea “retro-attrezzati” per spandere le scie chimiche.
Secondo White, «Evergreen Air, situato al Pinal Air Park di Marana, Arizona, altro non è che una facciata della CIA/NSA che da più di 40 anni vi opera in segreto. E’ il posto principale dove aerei di vario tipo e serie vengono modificati per poi essere usati per lo spargimento delle scie chimiche, un’operazione iniziata nel 1998. In precedenza varie zone degli Stati Uniti erano state selezionate per l’operazione “chemtrails”, con l’intento di sperimentare tutte le tecniche di spargimento e per stabilire quali fossero i limiti di ogni aereo e quali le condizioni meteo ottimali. Una volta stabilito questo, iniziò un programma nazionale, che continua tuttora sotto nomi in codice diversi. I due nomi che ricorrono più spesso sono “Operazione Cloverleaf” (foglia di trifoglio) e “Operazione Rain Dance” (danza della pioggia). Nel giro di pochi mesi dall’inizio dell’operazione sugli Stati Uniti, le scie chimiche furono esportate su vaste parti di decine di Paesi, con la notevole eccezione della Cina.»
Alcune considerazioni di Christopher Gussa, “The Herb Doc”, sulle scie chimiche e la “Teoria della Cospirazione”:
Io abito proprio dalle parti (circa 50 miglia) del Pinal Air Park in Tucson/Marana e ho visto questi aerei in azione così spesso da non poter negare che facciano altro che “innaffiarci”! Ho anche saputo dal nostro medico che il “business” dell’influenza aumenta sempre dopo forti spargimenti. Sì, è tutto molto, molto vero e causa danni gravissimi alla nostra salute. Allora perché le più grandi emittenti mediatiche non ne fanno una crociata? La risposta facile facile è che sono sponsorizzati dalle grandi case farmaceutiche: Big Pharma.
Le scie chimiche devono essere portate all’attenzione del pubblico dalle emittenti televisive locali nei loro TG (tutti sono interessati a conoscere le pecche del nostro governo), e poi debbono essere forzate sulle emittenti maggiori, come ha fatto la KSLA di Shreveport. Deve cessare di essere soltanto un argomento “da Internet”. Il problema delle scie chimiche così come si presenta sui vari siti specializzati è che quando ne parli la gente ti guarda come se fossi un alieno, uno di quei “pazzi paranoici”.
Se si esaminano le ragioni di chi studia le scie chimiche, queste invariabilmente sono “eliminare l’80% della popolazione”, “sono gli Illuminati con Henry Kissinger in testa – vogliono uccidere i consumatori inutili”, e “stanno segretamente controllando le nostre menti”. Anche se questo fosse tutto vero (e in parte potrebbe esserlo), non si convertirebbero che i già convertiti. Hmm… gli Illuminati. Se l’eliminazione dell’80% della gente è il loro obiettivo, posso dirvi che i numeri non tornano. Intanto non stanno uccidendo la gente abbastanza in fretta, però stanno aiutando moltissimo Big Pharma e i produttori di vaccini! Io sono incline a pensare che la guerra sia il mezzo più efficace di controllo della popolazione. E’ facile a dichiararsi e ne puoi sempre dare la colpa a qualcun altro.
Siete disgustati quanto me? Volete che questa efferatezza sia smascherata? Allora chiamate le vostre stazioni televisive locali ogni giorno ed esigete che ne parlino! Fatele chiamare da persone diverse, da numeri telefonici diversi, tutti i giorni. Allontanatevi dal computer per un po’ (appena finirete di leggere questo articolo).
Grazie a tutti e statemi bene.
venerdì, 16 maggio 2008
D: Gentile Alberto Mondini racconti brevemente a tutti i lettori la sua disavventura legale, partendo però dalla sua Associazione per la Ricerca e Prevenzione dal Cancro. Cos'è, e soprattutto qual è il fine dell'ARPC?
R: L'ARPC è un'associazione no-profit fondata e regolarmente registrata il 20-2-1992. Nel suo statuto gli scopi sono così enunciati: "Effettuare la ricerca, la diffusione, la promozione e la pratica di conoscenze e tecniche non-mediche atte alla conservazione o ripristino della salute fisica e mentale, cioè di quelle conoscenze e tecniche che attualmente non vengono insegnate nei corsi di laurea in medicina e nei corsi di specializzazione universitari. Occuparsi principalmente della prevenzione e guarigione dei tumori".
In quanto alla mia ultima disavventura giudiziaria, il racconto può essere molto breve. Il 7 marzo 2002, a causa di alcuni energumeni che erano entrati negli uffici dell'ARPC (io non ero presente), viene chiesto l'intervento dei carabinieri. Due agenti arrivano dopo pochi minuti e, invece di identificare ed allontanare i violenti, mettono i sigilli alla porta dei locali per sequestro e mandano la pratica alla magistratura, che convalida il provvedimento. Accusa: associazione a delinquere finalizzata alla truffa. A questo punto io mi son trovato a dover pagare migliaia di euro al mese senza poter procedere alla consueta raccolta fondi; in caso contrario avrei potuto subire un arresto cautelativo per reiterazione del reato. A fine gennaio scorso (dopo 11 mesi!) le accuse vengono archiviate, in quanto non è stato trovato alcun elemento che possa sostenerle.
D: Il suo libro "Kankropoli", che personalmente trovo eccezionale, ha praticamente scatenato e lanciato all'opinione pubblica il caso Di Bella. Oggi sappiamo come il professore modenese e il suo "pericoloso Metodo" sono stati boicottati in tutte le maniere: farmaci scaduti, pazienti allo stadio terminale, protocolli bloccati dopo pochi mesi, ecc.
Lei pensa che il problema giuridico che ha avuto lei e l'Associazione ARPC sia in qualche maniera riconducibile al libro?
O più precisamente riconducibile a Di Bella?
R: Sono e sono sempre stato un "tipo scomodo", come mi ha definito un giornalista della Stampa. Purtroppo ho sempre cercato di ragionare con la mia testa e di sentire cosa suggeriva la mia coscienza, e non mi sono mai fatto inquadrare; questo non piace alle istituzioni e alle varie lobbies. L'ARPC e Kankropoli sono state due prese di posizione, forse le mie più forti, che non sono "piaciute" in particolar modo e che, quindi, hanno attirato gli attacchi. Il ruolo che Kankropoli ha avuto nel far scoppiare il caso Di Bella è certo un'aggravante. Io sono classificato tra gli "amici di Di Bella" (v. il libro su Di Bella degli Editori Riuniti).
D: Se non è così quali sarebbero le vere motivazioni, se ce ne sono naturalmente, che hanno fatto partire l'azione giudiziaria con tutto quello che ne consegue? Dava fastidio a qualcuno, a qualche organizzazione medica?
R: Certo che dò fastidio alla lobby medico-farmaceutica! So che nell'ambiente del potere medico Kankropoli è ben conosciuto e viene sussurrato in segreto. In pubblico non ammetterebbero mai di conoscerlo. La loro prima regola su questi argomenti è: "Non parlarliamone, ignoriamolo e facciamo in modo che tutti lo ignorino".
D: Il cancro è una malattia molto, molto redditizia. Questa cinica affermazione è inconfutabile: dietro i tumori si nascondono interessi economici enormi. Secondo lei, perché la medicina ufficiale non vuole, e fa di tutto per impedire che vengano alla luce, questi rimedi alternativi? Semplicemente perché sarebbero controproducenti per le casse, oppure perché la salute delle persone viene prima di tutto, e pertanto vogliono garantire la sicurezza nella cura?
R: Perché sarebbero controproducenti per le casse. Questo affermazione è assolutamente vera, ma non è completa. Ci sono anche fortissimi interessi personali di potere e di prestigio, oltre che economici, nel campo universitario e della ricerca. Ci sono delle persone, in questi ambienti, la cui cialtroneria sconfina spesso con un comportamento criminale. Spesso possiedono un quoziente d'intelligenza mediocre e una competenza dilettantistica. La ricerca è un pozzo senza fondo in cui vengono gettati milioni di euro in quantità senza che, per legge, sia minimamente richiesto alcun risultato concreto. Questa è una logica da manicomio, dal mio punto di vista; ma da parte dei ricercatori è una pacchia, è l'albero della cuccagna, è il paese dei balocchi! Pensate un po': "ti dò dei soldi, ma se non produci niente, non ti preoccupare: il prossimo anno te ne darò ancora". Anzi, meno si "scopre", più fondi vengono assegnati; perché ciò vuol dire che il problema è molto difficile, ci vogliono più mezzi, ecc, ecc, ecc.....
D: E' d'accordo con quei ricercatori sempre più numerosi che propongono alla medicina allopatica di cambiare totalmente strada nella cura del cancro, comprendendo che il cancro non è un virus e neppure un agente eziologico esterno, ma un qualcosa che nasce e cresce dentro, qualcosa di nostro?
R: Sono d'accordo che la medicina deve cambiare totalmente strada. Se però si intende "qualcosa di nostro" come qualcosa che ha a che fare con le ricerche sul genoma, direi che siamo ancora fuori strada. Il grande tradimento della medicina è cominciato quando i medici hanno iniziato a considerare l'uomo come un corpo, invece che uno spirito che abita un corpo. Da lì gli errori sono venuti a valanga.
D: Non è assolutamente vero che il cancro è stato sconfitto! Eppure i "luminari" della scienza medica durante le interviste si accaparrano arrogantemente il diritto di affermare ciò. La verità è che moltissime persone muoiono e stanno morendo di questo male, tantissime di loro seguiranno fiduciose le pratiche terapeutiche chimicamente devastanti della medicina ufficiale, altri imboccheranno strade alternative. Vi saranno risultati positivi e nefasti da entrambe le parti, come lo spiega?
Destino, fatalità o forse non è importante in sé quale rimedio si scelga, ma semmai come lo si fa: in una parola l'atteggiamento?
R: Direi che la cosa più importante è trovare un naturopata competente.
D: Adesso Mondini, cosa ha intenzione di fare, ora che la giustizia ha fatto il suo corso? Continuerà a portare avanti l'associazione o mollerà tutto?
R: Ora devo rimettere a posto la mia vita dopo la bufera. Dato che devo ancora pagare 25.000 euro di debiti dell'ARPC, causati delle indagini giudiziarie, e dato che non vivo di rendita, dovrò darmi da fare. Per il momento continuo a dare assistenza ai pazienti che si rivolgono a me; cercherò poi (a pie' pagina trovate già una prima iniziativa) di ricostruire l'ARPC con una struttura più "leggera"; inoltre sto cercando di riunire molte associazioni italiane in unico movimento anti farmaceutico e anti psichiatrico e, forse, in un partito politico: l'inizio è già piuttosto promettente.
venerdì, 16 maggio 2008

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Lo confesso. Due anni fa in un noto ristorante di Milano ho pagato la cena a un giornalista. In seguito ho saputo da un informatore del Corriere della Sera e da un cugino della sorella della badante di Eugenio Scalfari che il giornalista aveva incontrato durante un viaggio aereo lo zio della fidanzata del nonno di un mafioso che aveva visto Schifani mentre mangiava un calippo. Voglio auto denunciarmi e denunciare questo pericoloso individuo che mi ha fatto pagare 25 euro netti. Siamo entrambi colpevoli. Lo scrivano subito Mieli e Mauro. La coppia del tiro incrociato alla libera informazione.
Il metodo Travaglio è verifica delle fonti. Il metodo dei suoi accusatori è raccolta delle delazioni. Il V2 day sta cominciando a dare i suoi effetti. Stanno andando insieme come la maionese.
Morfeo! Confesso anche questo insulto alla presidenza della Repubblica. Infamante, indicibile, inaudito attacco. Nessuno riporta il termine ingiurioso: “Morfeo”, a causa della sua estrema gravità. Scrivono di gravi offese, ma solo per tranquillizzare i lettori. 300.000 fucili ripieni di piombo caldo di Boss(ol)i non meritano l’attenzione dell’Agcom, ma il dio del sonno sì.
La coperta dei media si fa sempre più corta per il potere. Se la tiri su lasci scoperti inceneritori, mafie, pregiudicati in Parlamento. Se la tiri giù lasci scoperti Topo Gigio e Testa d’Asfalto in un amplesso extra parlamentare. “Ma cosa mi dici maiiiiiiiii…”.
Il blog ha una nuova voce. Marco Travaglio parlerà in diretta streaming ogni settimana il lunedì alle ore 14. Chiunque potrà trasmetterlo in diretta dal suo blog seguendo le istruzioni. Uno, mille, diecimila blog per una libera informazione. Passaparola.
Mille fragole fanno una marmellata. Ripeto: mille fragole fanno una marmellata.
venerdì, 16 maggio 2008

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Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che Testa d'Asfalto ha in concessione dallo Stato. Per l'Europa l'assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.
La sentenza europea è la terza a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Testa d'Asfalto toglie l'ICI, ma introduce il canone Fede. Non ci sono conflitti di interessi? Perchè gli italiani devono pagare per guardare Fido Bau ogni sera? Se il concessionario pubblico di tre reti nazionali Testa d'Asfalto non sposterà Rete 4 sul satellite gli italiani alla fine del suo prossimo glorioso quinquennio pagheranno circa UN MILIARDO di euro di multa considerando gli arretrati.
Testa d'Asfalto è un genio, oltre alla concessione pubblica, la pubblicità a pagamento su tre reti avute in eredità da Craxi, avrà anche il finanziamento pubblico. Il ministero delle Comunicazioni non c'è più. In realtà non c'era neppure prima. Gentiloni potrà dedicarsi di più al tennis con Ermete invece di passare lunghi week end ad Arcore.
L' Agcom con il supporto del PD e della Repubblica e della Finocchiaro e di Topo Gigio è impegnata a tempo pieno sul pericoloso Travaglio. Se pò fà. Con i nostri soldi se pò fà.
Per sapere quanto stiamo versando al Presidente del Consiglio per non applicare le sentenze su Rete 4 scaricate e diffondete il banner. E' bello contribuire al successo economico di Testa d'Asfalto con le nostre tasse.
mercoledì, 14 maggio 2008
Negli ultimi anni abbiamo assistito a sempre più frequenti catastrofi naturali - cicloni, tornado, uragani, tsunami, terremoti. Per molti questi fenomeni sono assolutamente naturali o al massimo legati al ciclico mutamento climatico che avviene spontaneamente da millenni.
Per altri invece questi eventi catastrofici sono conseguenza di cambiamenti climatici frutto di ricerche ed esperimenti a scopi militari.
A proposito si parla spesso di un progetto americano nato nel 1990 e diretto dall’Aeronautica e Marina militare USA:il programma HAARP, High-Frequency Active Auroral Research Program, con sede a Gakona, in Alaska.
Ufficialmente lo scopo di questo programma è migliorare la conoscenza delle proprietà fisiche ed elettriche della ionosfera terrestre che possono riguardare i sistemi di comunicazione e di navigazione militari e civili. Sul terreno dell’area dove sorge la base a Gakona è installata una serie di 180 antenne in grado di trasmettere onde ad alta frequenza, in corrispondenza della fascia elettromagnetica terrestre, capaci di produrre circa 3,6 milioni di Watts di potenza di radio frequenza. Ciò è quanto dice il sito web ufficiale di HAARP.
Ma c’è chi parla apertamente di intenzionale manipolazione del clima per causare distruzioni fisiche, economiche e psico-sociali nei riguardi di un determinato obiettivo geofisico o di una particolare popolazione. La guerra ambientale, che qualsiasi Paese dotato di tecnologia adatta può mettere in atto.
In un articolo pubblicato sulla rivista di geopolitica Limes (6/2007) il generale italiano Fabio Mini, già comandante NATO del contingente KFOR in Kosovo, scrive “La guerra ambientale, in qualunque forma, e' proibita dalle leggi internazionali. Le Nazioni Unite fin dal 1977 hanno approvato la convenzione contro le modifiche ambientali che rende ingiustificabile qualsiasi guerra proprio per i suoi effetti sull'ambiente. Ma come succede a molte convenzioni, quella del 1977 e' stata ignorata e ha anzi accelerato la ricerca e l'applicazione della guerra facendola passare alla clandestinità. Se prima di quella data l'uso delle devastazioni ambientali in tempo di guerra era chiaro, se le modifiche ambientali anche gravissime erano codificate e persino elevate al rango di sviluppo strategico o di progresso tecnologico, oggi non si sa più dove si diriga la ricerca e come si orientino le nuove Armi”.
Nell’articolo Mini parla anche di esplosioni nucleari sottomarine capaci poi di provocare terremoti e tsunami e dell’uso delle emissioni elettromagnetiche per la modifica del tempo meteorologico, del clima e delle condizioni di vita.
Tutto ciò fa riflettere e inquieta, vista la frequenza negli ultimi anni di enormi catastrofi come l’uragano Mitch in centro-america dell’ottobre 1998, il terremoto di Bam in Iran del 26 dicembre 2003, lo tsunami dello stesso giorno del 2004 nel sud-est asiatico, l’uragano Katrina a New Orleans del settembre 2005 e gli ultimi eventi come il ciclone Nargis in Birmania e il terremoto nello Sichuan in Cina.
mercoledì, 14 maggio 2008

elaborazione di "Bi-partisan" di Uber
Bossi. Cosa pensava Bossi mentre parlava Testa d'Asfalto in Parlamento? Mentre le truppe di Topo Gigio gli dichiaravano amore eterno? E mentre Fassino-Unipol-cinque legislature si esibiva in un esercizio di triplo slinguo bipartisan? Cosa pensava il Senatùr a vedere davanti a lui, seduti nei banchi, piduisti e mafiosi?
Mi sono collegato in voip al suo cervello, ho intercettato i segnali delle sue sinapsi e scandagliato la sua memoria. Il risultato è sbalorditivo.
"L'unica riforma che veramente sta a cuore a Berlusconi è che non vengano toccate le sue televisioni. Invece io dico che bisogna portargliele via, perchè le sue televisioni sono contro la Costituzione. La prima riforma da attuare è quella di mettere in circolazione l'informazione. Berlusconi è tutto tranne che un democratico. Gelli fece il progetto Italia e c'era il buon Berlusconi nella P2. Berlusconi è molto peggio di Pinochet. 1(*) Ma vi pare che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando lui piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non ha ancora trovato la combinazione della cassaforte. Ci prova in continuazione: la Rai, la magistratura, il condono per i suoi amici palazzinari, le pensioni. 2(*) Bisognerebbe far scattare la legge per il ricostituito Partito fascista. Questi sono quella cosa lì. E si può dimostrare facilmente. Al loro interno non hanno nessun meccanismo elettivo. Questo partito è messo in piedi da una banda di dieci persone che lo controllano nascosti dietro paraventi, non rispettano le regole della Costituzione, chiamano golpista il presidente della Repubblica, svuotano di potere il Parlamento e vogliono fare un esecutivo senza nessun controllo superiore. Inoltre usano le televisioni, che sono strumenti politici messi insieme da Berlusconi quando era nella P2, secondo il progetto Gelli: dove il Paese dal punto di vista politico doveva essere costituito da uno schieramento destra contro sinistra dopo la rottura del meccanismo consociativo che faceva da ammortizzatore. Hanno usato le televisioni come un randello per fare e disfare. Si tratta di una banda antidemocratica su cui è bene che ci sia qualche magistrato che indaghi se viene commesso il reato di ricostruzione del Partito fascista 3(*). Attenti, quello ci vuole regalare un altro Ventennio 4(*)"
1(*) La Padania e Telepadania, 11/11/1998
2(*) 8/8/1994
3(*) Ansa 19/1/1995
4(*) 9/5/1994
Le citazioni sono tratte dal libro: "Se li conosci li eviti" di Travaglio-Gomez edito da chiarelettere
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